Piano di allenamento per la prima ultramaratona: da dove si inizia davvero
- STEEME SRL

- 17 giu
- Tempo di lettura: 4 min
Quante volte ho visto runner partire con un piano copiato da internet, pieni di entusiasmo, per poi arrivare al via della loro prima ultramaratona già esausti, senza energie e con dubbi enormi? È un errore comune, ma evitabile. La preparazione per una gara di 50-100 km non si improvvisa. Serve un piano allenamento prima ultramaratona costruito su misura, che tenga conto della tua base, dei tuoi impegni e delle tue esigenze.
In questo articolo ti spiego come strutturare un programma running ultra distanza efficace, partendo da zero, con un approccio pratico e diretto. Ti racconto cosa funziona davvero, come evitare gli errori più frequenti e perché un piano personalizzato fa la differenza.
Quante settimane servono davvero per preparare la prima ultramaratona
Non esiste una risposta universale, ma per chi ha una base maratona solida, un percorso di 16-20 settimane è ideale. Questo arco di tempo permette di aumentare gradualmente il chilometraggio, inserire lavoro specifico e recuperare senza stress.
Se parti da zero o con poca esperienza, meglio allungare a 24 settimane. La chiave è la progressione lenta e costante. Troppo poco tempo significa rischiare infortuni e stanchezza cronica. Troppo tempo senza stimoli adeguati porta a noia e calo di motivazione.
Un piano allenamento prima ultramaratona deve prevedere fasi ben distinte:
Base aerobica: consolidare la resistenza con corse lente e lunghe.
Lavoro specifico: inserire uscite più lunghe e allenamenti mirati alla distanza.
Tapering: ridurre il carico per arrivare freschi al giorno della gara.
La struttura settimanale: uscite lunghe, lavoro specifico e recupero
La settimana tipo di un programma running ultra distanza si basa su tre pilastri:
Uscita lunga
È il cuore della preparazione. Serve per abituare corpo e mente a stare tante ore in movimento. All’inizio può essere una corsa di 20-25 km, che cresce fino a 50-60 km nelle settimane centrali. Non si corre mai a ritmo gara, ma a un passo comodo, per allenare la resistenza senza stress.
Lavoro specifico
Qui inseriamo allenamenti mirati: ripetute in salita, fartlek, corse a ritmo medio. Questi stimoli migliorano la capacità aerobica e la forza muscolare, fondamentali per affrontare i tratti più impegnativi di un’ultramaratona.
Recupero attivo
Non sottovalutare mai il recupero. Giorni con corsa lenta, camminate o attività alternative come nuoto o bici aiutano a rigenerare il corpo. Il riposo è parte integrante del piano.
Un esempio di settimana tipo potrebbe essere:
Lunedì: riposo o attività leggera
Martedì: lavoro specifico (ripetute o salita)
Mercoledì: corsa lenta 10-15 km
Giovedì: corsa media 12-18 km
Venerdì: riposo o cross training
Sabato: uscita lunga progressiva
Domenica: recupero attivo o corsa lenta

Vista panoramica di un sentiero di montagna ideale per allenamenti lunghi in ultrarunning
Il ruolo dei test di allenamento simulati
I test simulati sono fondamentali per capire come stai rispondendo al piano e per aggiustare il tiro. Non si tratta di gare, ma di uscite lunghe con ritmo e condizioni simili a quelle della gara.
Per esempio, a 6-8 settimane dal giorno X, puoi fare una corsa di 40-50 km con alimentazione e abbigliamento da gara. Questo ti aiuta a:
Valutare la tua resistenza fisica e mentale
Testare l’efficacia della strategia alimentare
Individuare eventuali problemi di attrezzatura o gestione del ritmo
Questi test sono momenti di apprendimento, non di performance. Se qualcosa non funziona, puoi correggere il piano in tempo.
Come adattare il piano al lavoro e alla vita reale
La vita non si ferma per allenarsi. Per questo un piano allenamento prima ultramaratona deve essere flessibile. Lavoro, famiglia, imprevisti possono cambiare i tuoi ritmi.
Ecco qualche consiglio pratico:
Priorità alle uscite chiave: non saltare mai l’uscita lunga e il lavoro specifico.
Flessibilità nei giorni: se un giorno non puoi allenarti, sposta la sessione al giorno successivo.
Allenamenti brevi ma intensi: quando il tempo è poco, preferisci sessioni di qualità a corse lunghe lente.
Recupero attivo: se sei stanco, scegli attività leggere invece di saltare del tutto.
Un piano personalizzato tiene conto di questi fattori e si adatta alle tue esigenze, evitando stress inutili.
Differenza tra piano scaricato gratis e piano costruito su misura
Un piano scaricato da internet è generico. Non conosce la tua storia, i tuoi punti di forza, i tuoi limiti. Spesso è troppo rigido o troppo semplice. Ti espone a rischi di infortuni o di arrivare impreparato.
Un piano costruito su misura, come quelli che offro nel mio coaching online, parte da un’analisi approfondita. Valuto la tua esperienza, il tuo stato di forma, i tuoi obiettivi e la tua disponibilità di tempo. Da qui creo un percorso personalizzato, con feedback continui e aggiustamenti in corsa.
Questo approccio ti permette di:
Allenarti in modo efficace e sicuro
Mantenere alta la motivazione
Arrivare al traguardo con la giusta energia
Se vuoi scoprire come funziona il mio coaching Basic, puoi visitare il sito ufficiale Cristiano Rollo Coaching.

Runner impegnato in un allenamento specifico su strada sterrata, parte del programma ultrarunning
Preparare la prima ultramaratona è una sfida che richiede metodo, pazienza e un piano solido. Non basta correre tanto, serve correre bene. Un piano allenamento prima ultramaratona ben strutturato ti guida passo dopo passo, evitando errori e sprechi di energie.
Se vuoi trasformare la tua passione in una conquista, affidati a un coaching personalizzato. Il mio programma Basic è pensato per chi parte da una base maratona e vuole affrontare la prima ultra con sicurezza e consapevolezza.
Non lasciare il tuo sogno al caso. Inizia oggi a costruire il tuo percorso verso la prima ultramaratona.
.png)



Commenti